I nuovi scenari del mondo post globale: la sfida è una di quelle da far tremare i polsi. Definire i contorni e le dinamiche di un mondo in continuo movimento come l’attuale. Un mondo in cui si intrecciano (e non sempre si possono riconoscere) gli interessi economici con quelli strategici, le pressioni ideologiche con la forza degli eserciti, le volontà di dominio con imprevedibili decisioni politiche.
La ricerca di un filo logico può sembrare un obiettivo temerario, ed allo stesso modo può apparire quanto mai complessa la pretesa di offrire una fotografia di una realtà in cui la nuova globalità offre eventi clamorosi, come la guerra all’Iran, insieme ad altrettanto importanti dimensioni “sotto traccia” di difficile interpretazione con quelle che potremmo chiamare imperi delle egemonia diffuse.
Per mettere insieme le tessere del mosaico e per sottolineare le linee di tendenza dello scenario internazionale può essere così molto utile l’ultimo libro di Giulio Sapelli, indiscutibilmente tra i maggiori interpreti della storia contemporanea. C’è un protagonista, Donald Trump, ma con mille altri attori in uno scenario altrettanto mutevole quanto interessante.
L’ultimo libro di Sapelli (“Il nuovo mondo. Guerra, terra, potere, Trump e in nuovi imperialismi”, Ed. Guerini e associati, pagg. 170, € 19) riannoda infatti le fila della storia contemporanea senza mai cedere alla tentazione della superficialità. Gli esempi di questa visione si susseguono pagina dopo pagina con una affascinante prospettiva di analisi. E allora, solo per fare un esempio, si scopre che molto prima di Trump c’è stata “la cessione della Louisiana agli Stati Uniti nel 1803: un evento di grande importanza nella storia degli Usa in quanto ha aperto la strada all’espansione verso ovest e ha contribuito a definire i confini del territorio americano. Questo atto ha inoltre segnato la fine del dominio coloniale francese e spagnolo nella regione, permettendo agli Stati Uniti di consolidare il proprio potere in Nord America”.
Una cessione, quella della Louisiana, ottenuta con la forza del denaro e grazie alla debolezza finanziaria della Francia. Come si usava un tempo con un episodio che ha dato inizio alla sfida americana: titolo in un libro fondamentale degli anni ’60 del secolo scorso scritto dall’intellettuale francese Jean-Jacques Servant-Schreiber (un libro che ha costituito uno dei capisaldi degli studi universitari in scienze politiche compiuti in quegli anni da chi scrive queste brevi e modeste note).
Brevi e modeste perché di fronte al “giudizio universale” di Sapelli è impervia la strada della sintesi. Forse più facile e doveroso è cercare di convincere chi è arrivato a questo punto della lettura perché è utile leggere e far leggere questo testo. E allora si può dire che è un testo che aiuta ad andare oltre all’apparenza dell’attualità, a esplorare scenari complessi, a individuare le onde d’urto all’orizzonte. Non solo Trump, potremmo dire. Ma anche la Turchia, l’Asia occidentale, l’India. Nuove realtà che è bene conoscere prima di giudicare. I nuovi scenari del mondo post globale.