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Più libertà d’impresa, più socialità

Impresasociale
La libertà d’impresa appare fondamentale perché il sistema di mercato possa funzionare al meglio e valorizzare in tutte le loro potenzialità le iniziative imprenditoriali. E di riflesso togliere alle imprese for profit i "lacci e lacciuoli" (di cui parlava già Guido Carli negli anni 70) può contribuire a definire meglio il ruolo del non profit e delle imprese sociali. In questa prospettiva rimettere in discussione l’articolo 41 della Costituzione così come proposto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, costituisce sicuramente uno stimolo a rivedere gli stessi presupposti ideologici che hanno guidato la legislazione in Italia negli ultimi decenni. Se è vero, come ha sottolineato sul Sole 24 Ore di martedì Valerio Onida, che non vi è un rapporto diretto tra i «principi generali» espressi dalla Carta fondamentale e le leggi che hanno progressivamente limitato la libertà d’impresa, è altrettanto vero, come ha sottolineato su queste stesse colonne Guido Gentili, che riprendere il dibattito che ha portato a quella formulazione «non sarebbe certo scandaloso».

Tutto l’impianto degli articoli che la Costituzione dedica all’attività economica risente infatti di quello che potremmo chiamare il primo compromesso storico tra i partiti di ispirazione marxista e l’ala sociale dei cattolici. Al primo posto (articolo 35) vengono i diritti dei lavoratori, dei sindacati, delle donne dando per scontata l’esistenza di una realtà chiamata "impresa" che viene legittimata solo successivamente. Bisogna poi arrivare al successivo articolo 42 per verificare come dopo l’affermazione solenne secondo cui «la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge» si pongano subito limiti e condizionamenti affermando che la legge «ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti». Una sorta di libertà condizionata che va nella direzione opposta rispetto al considerare, come sosteneva Friedrich von Hayek, la libertà economica in stretta connessione con «la libertà senza altri aggettivi».

È certamente anche per questo percorso ideologico che l’impresa, anzi tutte le imprese sono viste in una logica di sottomissione al potere politico. È anche per questo che ha avuto poco spazio e poca attenzione la realtà dell’impresa sociale non profit, un tipo di impresa che proprio in tempi di difficoltà e di crisi potrebbe svolgere una funzione rilevante per non disperdere opportunità e risorse umane. È così significativo che un libro dedicato all’impresa sociale abbia come sommario "Idee e percorsi per uscire dalla crisi". «Negli ultimi anni – sottolinea uno degli autori, Giorgio Fiorentini, docente alla Bocconi – le aziende non profit si sono ritagliate un proprio distinto posizionamento sfruttando gli spazi non presidiati dallo stato o dal mercato». Riservare attenzione all’impresa sociale appare importante anche per definire e rispettare i ruoli. E quindi lasciare le imprese for profit alla loro missione: fare profitti, creare ricchezza, sviluppare l’occupazione. Senza le pretese immediate di una socialità che comunque diventa molto più facile da perseguire lasciando le imprese libere nella loro missione di creare valore.

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Vincenzo Campedelli e Giorgio Fiorentini, "Impresa sociale, idee e percorsi per uscire dalla crisi", Ed. Diabasis, pagg.146, € 12

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Pubblicato sul Sole 24 Ore del 10 giugno

  • leprechaun |

    E’ piuttosto singolare scrivere una cosa del genere:”Eppure la discriminante dovrebbe essere semplice: il mercato, per lasciare esprimere tutte le potenzialità a coloro che vi operano, deve avere delle regole che garantiscano a tutti eguali condizioni. Ma le regole, dettate ovviamente dallo stato, devono essere tali non da restringere gli spazi di manovra o da obbligare a obiettivi determinati, ma dovrebbero essere garanzia di libertà.” (“Il mercato? Non svoltare a sinistra”, Fabi, Sole24Ore 24/06/2010). Servono regole, ma che non regolino, e invece sregolino, perché la “libertà di impresa” deve essere garantita da “lacci e lacciuoli” dal rigore della legge.
    L’impresa moderna non ha bisogno di un mercato del lavoro. Averlo ricreato artificialmente, con la cosiddetta “flessibilità”, ha creato un capitalismo troglodita, subalterno, polverizzato, incapace di investire e tremendamente instabile (facile previsione, è già successo altre volte). Nessun paese come l’Italia mostra con tale evidenza questo fenomeno. Ma la FIAT non può, ha bisogno di un mercato del lavoro regolato, perché ha bisogno di stabilità, col volume di investimenti che deve mettere in campo. Ha bisogno della protezione dello Stato, come candidamente Fabi confessa, sia sul piano del mercato del lavoro, sia su quello della tutela dei mercati (protezionismo). Per questo preferisce l’Italia, proprio per i motivi per i quali dice di avere dubbi. E’ la tipica aporia dei liberali, i quali gridano al complotto degli interessi costituiti contro la libertà del mercato, per poi attivamente quei “complotti” suscitare perché la grande impresa non ne può fare a meno, ha bisogno di stabilità, quindi NON di mercato (che è l’esatto opposto della stabilità: guardiamoci attorno, se non vogliamo rifarci alla storia). E’ la base del ragionamento di Mussolini sulla sua idea di Stato totalitario. Si legga sul sito che indico il suo articolo sul Popolo D’Italia su “come uscire dalla crisi”.
    Oggi Marchionne vuole un mercato del lavoro amministrato, ma da lui insindacabilmente e, all’opposto di Mussolini, vuol essere lui a fare la legge dello Stato, farsi giustizia da solo e colpire i dannati assenteisti con mezzi propri. Altra “libertà” utopisticamente rivendicata.
    L’articolo 41 non andrebbe bene perché dice che l’attività economica deve avere un effetto sociale positivo. Ma no: bisogna lasciare libera l’impresa di perseguire obiettivi anche contrari al vantaggio sociale, tanto miracolosamente, questo fine non perseguito, l’utilità sociale, si invererà comunque. L’egoismo si muta in altruismo grazie alle “mani invisibili” (povero Adam Smith, si rivolta nella tomba) degli utopisti della libertà di mercato.
    Queste idee sono tutt’altro che nuove: hanno oramai due secoli, e sono già state messe alla prova: devastazioni sociali, pauperismo, tre orrende tirannie (in nome dell’anticapitalismo e contro la “libertà del mercato”) e due guerre mondiali due.
    Non ne abbiamo però ancora abbastanza.
    Caro Fabi, si legga (o rilegga) “La grande trasformazione” di Karl Polany. Forse sarà in grado di suscitarle qualche domanda e di intaccare le sue granitiche certezze.

  • Giulio Mancabelli |

    Nonostante la crisi, una nuova impetuosa primavera sta per intagliare nuovi orizzonti!
    Sì, i Californiani con la PROPROSITION 14 – TOP TWO – hanno iniziato ad esprimerla, capendo come poter minimamente stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che li manteneva impacchettati da una fauna politica ridotta a soli elefanti e somari autoreferenziali! Quanto in altrettanto modo assurdo sarebbe concepire un (bipartisan) mercato senza concorrenza… Così come precedentemente i Britannici l’hanno intercettata, designandola col governo Cameron una coalizione governativa a Tory e Liberal Democratici che prossimamente contribuirà assieme ad altre novità in evoluzione ad inaugurare una nuova epoca per finalmente contribuire a portare alla luce quell’idealtipo latente sottotraccia sistema elettorale SEMIALTERNO insito nelle cose ed acquisirlo come idealtipo sistema!?
    Proprio il fatto stesso che nella compagine mondiale molti e diversi siano i meccanismi elettorali rappresenta di per sé, il segno della loro implicita perfettibilità! Pertanto, quanto in fermento ormai, ad ogni latitudine che si sta sempre più muovendo ed imponendo in ogni dove, non può che rappresentare un semplice richiamo d’adeguamento, d’aggiornamento su tutte le front line! Contributi indispensabili per rendere sempre più fisiologici i sistemi organizzativi in un (mainstream) processo indotto sia dalle nuove tecnologie, da internet che più o meno direttamente stimolano, per “benchmark globale comparazione” l’acquisizione di sempre nuovi e più performanti: algoritmi, paradigmi protocolli… d’accreditamento attestanti intrinseche qualità sottese! Innescando così nel contempo quella catena o quell’effetto domino virtuoso (ovviamente lo speculativo la può leggere anche al suo potenziale “vizioso” contrario!?) che costringe tutti ad adeguarsi in quanto ogni sistema organizzativo si vede sempre più costretto ad effettivamente dimostrare di saperne concretamente esprimere… Criteri che in questo mondo d’informatizzazione stanno sempre propagandosi per inondare in modo pervasivo ogni disciplina, campo e livello, iniettando imprescindibilmente concorrenza quale elemento sine qua non indispensabile ad ingenerare in modo virtuoso qualità incrementale che insinuandosi in ogni dove, sta facendo conseguentemente scoppiare come detonatore tutte le contraddizioni, le magagne, le storture e le bolle di ogni genere e fatta, iniziando da quelle della finanza creativa, ecc. e sull’altra facciata le cricche di siffatti modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette questione riscontrato sin da Weber! Pertanto, quanto vien lasciato sul campo dall’incombente crisi inesorabilmente demarca gli effetti di questo suo inesorabile transito un incedere che sta diventando sempre iperbolicamente accelerata dall’informatizzazione (singolarità!?) Pertanto, gli schioppettani rimbombi echeggeranno sempre più ovunque, ad ogni latitudine, indiscriminatamente, su tutti i fronti e livelli mettendo sempre più così a nudo quegli speculatori che tuttora un siffatto anacronistico sistema permette occultare in quelle cricche e pieghe che concedono ancora dove potersi insinuare. Interstizi per ciucciare “oziosi vitalizi” molti l’hanno fatta franca ed altrettanti or ora, speculano per sempre più cinicamente poterselo permettere di continuare a farlo e così nuotare nei soliti privilegi ostacolando ogni innovazioni, aggiornamento, riorganizzazione d’adeguamento. Ovvero, cercando di non far partire quelle strutturali riforme necessarie a rendere competitivo il nostro sistema paese, pensando così di placidamente poter continuare come casta ad anacronisticamente innalzarsi la posta in gioco attingendo con la massima disinvoltura a quella solita sbilanciata prerogativa anche da quanto recita l’art. 68 (…senza vincolo di mandato!) di permettersi di continuare camuffarsi e gingillarsi esercitando con supponenza di poter continuare a gattopardescamente far intendere di cambiare tutto ma, per praticamente ripristinare quel solito famigerato gioco dell’oca strutturato e mantenuto con quei ciclici speculativi “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva!
    Quando, indifferibili non possono che esserne i relativi adeguamenti che necessitano introdurre per rendere virtuoso e dinamico il nostro Sistema Paese nel suo complesso per rendersi competitivo. Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi i meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -“both and or” criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza; sia verticalmente quanto orizzontalmente propedeutica a riverberarne i più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Meccanismi completi ed adeguati ai tempi a quanto il terzo millennio reclama per ingenerare soluzioni a bipolarismo aperto a sempre “crowdopensoursing” concorrenziali aperti apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento: quanto si prefigura introdurre adottando il SEMIALTERNO per dissipare rischi autoritari secondo quanto sempre asseriva N. Bobbio che: “l’unica maniera per combattere la corruzione è l’efficienza!”
    Pertanto ben vengano gli accadimenti Californiani e Britannici quali spunti per caricarci d’un minimo di memoria storica e farci riflettere ed essere d’insegnamento per capire quanto glocali siano ormai divenute nel mondo le ripercussioni attestanti sempre più che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano improcrastinabili adeguamenti sia nel micro che nel macro a check & balance criteri quanto in altrettanto modo si pretendono pretendo “global legal rules” & feed back controlli per rendere effettivamente in accountability!
    Quale unica strategia d’autotutela per uscire dalla crisi e superarla per non rischiare in modo sempre più repentine ed imminenti di prossimamente ricaderci o restarne travolti data la velocizzazione in attuazione che rende la società sempre più liquida (Barman). Giacché, la prosecuzione della qualità non può che essere intesa coma risultanza d’una strutturale dinamica resiliente induzione incrementale continuativa che in ragione della sua maggiore pervasività sempre meno potrà sottrarsi a quella pretesa d’incrementale miglioramento spinto in attuazione.
    Quindi, la rivoluzione del sistema della gestione delle primarie che la proposition 14 “Top Two” introdurrà in California sin dalle elezioni del 2011 permetterà d’instaurare nuovi inediti scenari a bipolarismo concorrenziale aperto. Un processo che potrà dare inizio a quel imprescindibile necessario fisiologico percorso d’affinamento sistemico che nel breve termine non potrà che sommarsi a quanto già in altrettanto evoluzione sta investendo ad altra latitudine la Gran Bretagna. Appunto, lì, i Britannici con l’inaugurazione del governo Cameron: una coalizione (Tory & LibDem) stanno avviando una nuova epocale innovazione transizione che li farà approdare al Proporzionale dimostrando così inevitabilmente quel fisiologico richiamo che esercita il Maggioritario sul Proporzionale per portarsi in equilibrio compensativo; essendo l’uno complementare all’altro. Il Maggioritario improntato su una dinamica centripeta rispetto all’altro il Proporzionale su quella centrifuga. Pertanto i Britannici intraprenderanno un percorso che si dimostra totalmente contrario a quello che secondo taluni nostrani esterofili invece vorrebbero farci intraprendere per arrivare al Maggioritario all’uninominale. Noi, dopo, aver abbandonato il Proporzionale della prima Repubblica (or ora, tanto preteso dai Britannici!?) appunto, noi dopo esserci impropriamente impaludati coi modelli misti dal Mattarellum continuiamo ad ulteriormente impaludarci con l’attuale Porcellum per appunto, ambire prossimamente ad propinarci un agognato Maggioritario all’uninominale, che qualche nostrano politico anacronisticamente ha messo in agenda (sicuro e/o per “supponente vocazione maggioritaria” di poterne diventare l’uno o l’altro dei due soli tenutari poli, induttivamente determinati da come il Maggioritario conseguentemente in modo bipartisan istituzionalizzandosi si blinderà sempre più in un’autentica autoreferenzialità nello spazio tempo!
    Autoreferenzialità che i Californiani con la proposition 14 “Top Tow” vogliono contrastare: l’essere andati in default li ha permesso di affinare innovative sistemiche soluzioni da prossimamente adottarsi e così accodarsi a quanto faranno i Britannici! Britannici che sono propensi di abbandonare quel Westminster modello pur essendo impropriamente considerato un classico da taluni quando enucleava discrasia pertanto non poteva qualificarsi sistema completo a lungo termine sarebbe imploso! Appunto quel Maggioritario all’uninominale gli stessi Britannici con la coalizione Tory-LibDem – Cameron – lo hanno per “downgrading” squalificato ed intendono abbandonarlo per acquisire un Proporzionale quello che abbiamo abbandonato noi!? Ciononostante di questa reciproca squalifica internazionale guarda caso ce li stiamo paradossalmente reciprocamente, indirettamente scambiando facendoli passare come sistemi elettorali completi quando nella stessa realtà delle cose dovrebbe evidenziarci che entrambi non possono che essere delle semplici articolazioni ovvero, parti complementari di quel latente sottotraccia “sistema” lì, pronto ed in attesa d’essere acquisito e montato in modo organico articolato rispetto a quanto attualmente resterebbe lì permanentemente sottotraccia in modo scomposto e disarticolato! Pertanto dovremmo darci una scossa e caricarci di quel minimo d’orgoglio di cittadinanza rimasto e, pretendere dalla nostra classe politica che si proceda a rimuovere siffatti ostacoli, come quanto già attesta l’art 3 della nostra Costituzione rappresentati da siffatti limitati e limitanti modelli elettorali – Maggioritario e Proporzionale – essendo essi stessi delle semplici parti, articolazioni quindi pseudomodelli dichiarati dalla storia e da bandire come sistemi completi per provvedere applicare di più completi meccanismi elettorali quanto il SEMIALTERNO prevede e propugna come idealtipo sistema ingenerare come precedentemente esposto.
    Giacché, dallo scenario internazionale in continuo movimento dovremmo finalmente capire che quanto sia stato precedentemente fattoci passare per sistema: il Proporzionale e Maggioritario non possono che essere delle semplici articolazioni reciprocamente complementari che enucleando induzioni contrarie centrifugacentripeta solo quando articolate ed assemblate in modo complementare possono assolvere alla funzione di sistema quanto il SEMIALTERNO patrocina evinto dalla storia poter assolvere!
    Pertanto, il dinamico concitamento ad ogni latitudine, oggettivamente sta a sempre più indicarci inequivocabilmente che la strada intrapresa per “mainstream” confluenza, non potrà che condurci verso quel bipolarismo aperto e, trovare che potrà fisiologicamente meglio svolgersi attraverso quella esposta sua naturale emulazione che il sistema SEMIALTERNO incardina quale idealtipo sistema elettorale completo!
    Quale sintesi di sistema che enuclea quelle naturali complementari induzioni articolate in modo equilibrato e tale da declinare sotto l’aspetto: economico, sociale ed ecologico – quanto i criteri della “triple botton line” esprimono – per così poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà!

  • Giulio Mancabelli |

    Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron una coalizione (Tory LibDem) ha inaugurato una nuova epocale fase per un potenziale sottotraccia sistema elettorale SEMIALTERNO!?
    Merito, qualità ed efficienza sono il frutto della concorrenza di un costante asintote comparativo concorrenziale “benchmark” processo dove l’Informazione risulta propedeutica a poter effettuare le opportune scelte affinché lo sviluppo possa per condivisione divenire compatibile e sostenibile?! Tutto questo presuppone l’acquisizione di sistemi completi sia sul versante della democrazia che del mercato. Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano quanto risdultano esserlo gli attulai modelli in dotazione specialmente per cio che attiene ai meccanismi elettorali che ad ogni latitudine si matngono rispondenti a statuizioni formalmente corrette (Weber) Modelli che si dimostrano sempre più incapaci di sapersi strutturare nella propria articolazione ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale nuovo e più completo modo per poter rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti prossimità esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
    Attualmente con l’esplosione delle bolle finanziarie contestualmente e contemporaneamente esplodono le strutturali contraddizioni insite nei modelli elettorali confermandoci così che democrazia e mercato sono facce della medesima medaglia che per risolvere ogni anacronismo urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva. Pertanto, incombono adeguamenti aperti su tutte “le front line” essendo aspetti che reclamano su entrambi i piani, regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di “check & balance & feed back” efficaci monitorati resilienti opportuni controlli!
    Urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possa sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
    Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per le primarie aperte… entrambi questi eventi sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
    Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
    Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
    Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità – qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
    Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l’inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
    I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripetocentrifughe!
    Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
    Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
    Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.

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