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Vent’anni di diplomazia

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La politica estera si svolge normalmente su due piani: da una parte quello dell’ufficialità, delle dichiarazioni, degli accordi e dei trattati, dall’altra quello della diplomazia che si muove per sua natura con discrezione, riservatezza, spesso dissimulando o nascondendo la realtà dei fatti. C’è tuttavia anche un terzo livello di cui normalmente non si parla anche perché parlarne non sarebbe “politicamente corretto”. È il piano della vita privata dei protagonisti e di chi lavora dietro le quinte, delle loro scelte personali, dei sentimenti e delle emozioni che spesso stanno anche alla base, e qualche volta spiegano, anche i comportamenti e le scelte più rilevanti.

Non è solo il fattore umano: è l’intreccio di storie personali con i tanti momenti, i mille episodi che compongono insieme l’esperienza delle persone e i destini del mondo. È questo il percorso che affronta Marta Dassù (consigliere per le relazioni internazionali di D’Alema e Amato, ora responsabile del programma internazionale di Aspen Institute e commentatrice per il Corriere della Sera e Radio 24) nel libro “Mondo privato e altre storie” in cui le confessioni sul lettino dello psicanalista conducono per mano nell’analisi degli ultimi vent’anni dello scenario internazionale.

Un periodo sicuramente tra i più movimentati, e per questo interessanti, nella storia mondiale; un periodo in cui la geopolitica ha mutato non solo i suoi protagonisti con il crollo del muro di Berlino, ma anche le sue regole non scritte con un pendolo che ha oscillato dal mondo bipolare della guerra fredda, al sistema unipolare con la potenza americana, al multipolarismo con l’irruzione della Cina, in un sistema diventato globale, e la crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti.

Significativo in questa prospettiva il ricordo del vertice del ’99 che celebrava i cinquant’anni della Nato con gli ex membri del Patto di Varsavia in cui D’Alema commentò scherzando “in questa sala gli ex comunisti sono quasi la maggioranza” e in cui il primo ministro ungherese disse: “Voi parlate del secolo breve, per noi che eravamo dall’altra parte del Muro è stato invece, vi assicuro, un secolo lunghissimo”.

Ed ora è necessario ancora una volta ridisegnare gli equilibri strategici non più sulla punta dei fucili o sulle testate dei missili, ma sulle leggi dell’economia e il controllo delle risorse. «L’energia per la Russia di Putin – scrive infatti Marta Dassù – sembra un’arma più efficace dei vecchi missili sovietici. Nell’era del nuovo confronto sugli equilibri energetici la dipendenza europea dalla Russia sembra paradossalmente aumentata».

L’intreccio tre economia e politica diventa sempre più stretto, così come l’intreccio altrettanto importante tra la grande politica con il destino degli Stati e la vita quotidiana con la felicità dei cittadini. La storia ha molto da insegnare, ma è significativo che il libro di Marta Dassù si concluda con un paradosso: “Anche dimenticare è importante. Non per rimuovere. Per superare odi troppo antichi”. In fondo un invito a leggere la storia con gli occhi rivolti al futuro.

Marta Dassù, Mondo privato e altre storia, Ed. Bollati Boringhieri, pag. 146, € 10

Pubblicato sul Sole-24 Ore del 2 aprile 2009