28 dicembre 2009 - 15:58
Buon Natale e buon anno
Auguri dall'autore di questo blog e dai suoi sei nipoti Giovanni, Giuditta, Mattia, Paolo, Michele, Giuseppe (nella foto c'è anche la cugina dei sei, Camilla)
28 dicembre 2009 - 15:58
Auguri dall'autore di questo blog e dai suoi sei nipoti Giovanni, Giuditta, Mattia, Paolo, Michele, Giuseppe (nella foto c'è anche la cugina dei sei, Camilla)
28 dicembre 2009 - 15:51
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Categorie: L'economia e le idee
TAGS: pubblico & privato, riforme, scuola
11 dicembre 2009 - 15:59
La questione femminile non è mai stata in primo piano nelle analisi teoriche degli economisti. Se ne trova qualche traccia nelle opere di uno dei fondatori del liberismo, John Stuart Mill, che è ricordato per le sue profetiche prese di posizione, era il
La partecipazione femminile al sistema economico è via via diventata più un tema politico e sociologico che di teoria economica. Solo quest’anno il Nobel per l’economia, istituito nel 1968, è stato assegnato a una donna, l’americana Elinor Ostrom, premiata peraltro per i suoi studi sulle comunità. E le donne sono sempre state ai margini fino a qualche anno fa della comunità degli economisti: con qualche eccezione, come quella di Joan Robinson, definita da Paul Samuelson «il più grande premio Nobel per l’economia mancato», ricordando i suoi contributi teorici, così come l’impegno coerente per l’utilizzo degli strumenti di analisi al solo servizio dell’avanzamento sociale.
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Categorie: L'economia e le idee
3 dicembre 2009 - 21:32
Il giudizio di John Kenneth Galbraith ricordato da Mario Deaglio nell’accattivante prefazione all’edizione italiana dell’ultimo libro scritto dall’economista americano “L’economia della truffa”, è di disarmante efficacia: “L’unica funzione delle previsioni economiche è di far sembrare rispettabile l’astrologia”. E infatti tra le tante truffe che Galbraith ricorda quella delle previsioni economiche è una delle più significative e rilevanti. Insieme al mito del mercato, dominato e controllato dai manager e dalle grandi imprese, all’illusione della separazione tra pubblico e privato, all’inganno di chi considerare il consumatore come sovrano e libero di scegliere. Scritto come summa delle esperienze e delle delusioni di una vita di economista questo libro nasce nei primi anni Duemila, sotto l’influenza dell’attentato alle Torri gemelle e della crisi finanziaria seguita alla bolla di Internet: raccoglie in fondo l’amarezza di chi ha cercato di divulgare i fondamentali dell’economia e si è trovato sempre più spiazzato da una comunicazione, soprattutto in campo finanziario, che si basa sugli slogan che trasformano luoghi comuni e mezze verità in certezze assolute.
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