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Lo slancio vitale delle imprese italiane

Desideriamo portare all'attenzione dei lettori del Sole 24 Ore il comune sentire degli imprenditori che hanno partecipato al premio "Le Tigri del 2011", iniziativa giunta alla sua terza edizione. Curiosità e rischio sono i motori del loro impegno quotidiano, l'innovazione li attrae, l'investimento è lo strumento principale della crescita, l'internazionalizzazione un traguardo da raggiungere e, se raggiunto, da consolidare. Il territorio è un capitale, la coesione sociale un valore primario, il fattore umano una ricchezza, l'aggregazione tra produttori un passaggio obbligato: il successo dell'impresa è un obiettivo individuale e collettivo. Bando al sussidio statale, alla burocrazia ottusa e all'oscurità delle norme. Un solo principio li ispira: stare ai patti. Converrà che questo slancio vitale non può essere deluso o, peggio, represso.

Lelio Bigogno
Marco Livio
partner TickMark
Milano
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Uno slancio vitale. Moltissimi imprese italiane in questi momenti di grande difficoltà stanno dimostrando come sia importante il ruolo dell'imprenditore per mettere a frutto nel migliore dei modi i tanti elementi che compongono la dinamica aziendale: dall'innovazione alla motivazione dei dipendenti, dalla flessibilità organizzativa all'anticipazione delle domande del mercato.
É significativo che il termine "slancio vitale" si adatti perfettamente alla realtà dell'impresa, ma sia una delle idee di fondo di un grande filosofo a cavallo tra Ottocento e Novecento: il francese Henri Bergson, premio Nobel nel 1927, ( in letteratura solo perchè non esiste il Nobel in filosofia). Secondo il pensiero di Bergson c'é una profonda tensione all'armonia tra materia e spirito, tra ragione ed emozione, tra istinto ed intelletto. Con uno slancio vitale di ogni individuo che diventa capace di una inesauribile creatività.  E tanto più questa dinamica si realizza quanto più la persona vive in una "società aperta“ capace di promuovere la libertà degli individui. In contrapposizione con la "società chiusa", analizzata poi ampiamente da Karl Popper, espressione di autoritarismo e di imposizioni ideologiche.
Ed è altrettanto significativo che un grande economista, come John Maynard Keynes, attribuisca agli “slanci vitali” (animal spirits) “la maggior parte delle nostre decisioni di fare qualcosa di positivo” aggiungendo ironicamente che questi sono “uno stimolo spontaneo all’azione, non come risultato di una media ponderata di vantaggi quantitativi moltiplicati per probabilità quantitative”.
Ma la passione dell’imprenditore può dare frutti solo in uno scenario in cui le regole, applicate e fatte applicare, siano una garanzia della libertà e aiutino il mercato a funzionare meglio. Se pensiamo ai vincoli burocraticp-amministrativi e agli oneri fiscali che gravano sulle imprese vediamo immediatamente come in questa nostra Italia gli slanci vitali siano continuamente penalizzati. Mentre una vera politica keynesiana dovrebbe avere al centro, non tanto quello a cui sempre si fa riferimento, cioè una maggiore spesa pubblica, quanto il ridare spazio all'iniziativa di ciascuno e alla creatività di tutti.

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Lettera e risposta pubblicate sul Sole 24 Ore del 14 agosto 2012

  • Luca Dal Pont |

    Gentili Lettori , sono un imprenditore artigiano che lavora in una provincia disagiata, Belluno tutto vero quello che scrivete sull’innovazione ma nessuno o molto pochi parlano di una reale difficoltà con cui molte delle nostre aziende si scontrano e cioè la possibilità di far valere sul mercato le certificazioni acquisite , vedi le SOA o meglio ancora le varie ISO trà cui nel nostro caso la 3834 che tratta nello specifico il tema delle saldature e che si riallaccia al DM 14 gennaio 2008 testo unico sulle costruzioni.-
    Mentre nel pubblico si ottempera al DM nel privato ancora non si riscontra una sensibilità da parte delle Direzioni LAvori dei Professionisti in genere per cui moltissimi lavori sono ancora realizzati da imprese non certificate non iscritte al Come Centro Trasformazione Acciai CSLP questo porta a vanificare le spese sostenute per acquisire le stesse e porta una netta perdita di competitività da parte delle imprese che cercano di essere sempre e comunque in regola .-
    Grazie per aver acoltato questo mio sfogo
    Saluti

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