L’intelligenza contro la crisi

Serres La concretezza del pianeta Terra, con le grandi trasformazioni del Terzo millennio, di fronte all’incertezza miope delle teorie economiche e delle abitudini della politica. Un divario che rischia di allargarsi con un mondo che si trasforma, in cui la maggioranza della popolazione vive ormai nelle grandi città, in cui la speranza di vita è sempre più alta, in cui si vive sempre più a lungo, ma dove le guerre e la violenza continuano a segnare drammaticamente l’attualità.

 E’ difficile, ma tutt’altro che impossibile, che la crisi economica si trasformi, per la volontà delle persone, in una grande opportunità di cambiamento. Perché se “dalla nostra storia vengono i problemi, dal mondo nasceranno le possibili soluzioni”: lo scrive Michel Serres, storico della scienza e membro dell’Académie française, nei suoi agili appunti raccolti in “Tempo di crisi”. Ci voleva un filosofo per osservare come la chiave di volta per affrontare questa crisi sia quello di passare dalla tradizionale logica del confronto, dello scambio, del compromesso tra due persone, tra due nazioni, tra due forze contrapposte, ad una logica in cui c’è anche un terzo protagonista, il mondo, lo scenario in cui l’uomo vive: “il clima, l’aria, l’acqua, il fuoco, la flora e la fauna, questo paese arcaico e nuovo, inerte e vivente".

Ma non è solo la necessità di dare voce alla possibilità di far tornare la natura amica, di riprendere lo spazio francescano del rispetto e dell’amicizia, di affrontare gli squilibri ambientali e di evitare le catastrofi climatiche: si tratta soprattutto di passare, con un po’ di sana retorica, “dal duro al dolce, dalla volontà di potenza alla condivisione, dalla guerra alla pace, dall’Odio all’Amore”.

La responsabilità dei filosofi è allora particolarmente rilevante: perché, afferma Serres, l’intelligenza e il sapere sono le armi più importanti che ogni persona possiede, armi che possono e devono essere orientate all’armonia, al rispetto, al riconoscere il valore delle persone e delle cose. Senza nascondere la necessità di sciogliere i nodi complessi dei “nuovi conflitti: tra la scienza e il diritto, tra il bene comune e la verità”.

Ed è in questa dimensione che anche le forze dell’economia e della finanza possono ritrovare la dignità soffocata dalle onde della crisi: tornando ad essere strumenti nelle mani dell’uomo, pratiche virtuose per dare efficacia alle competenze di ciascuno e alla creatività di tutti. Con un grande alleato nelle nuove tecnologie che avvicinano, moltiplicano le possibilità di relazione, ci rendono tutti abitanti di uno “spazio di vicinanze”. E così come gli esempi di uomini illustri che hanno accompagnato con le loro visioni e le loro utopie le pagine d’estate del Sole 24 Ore, ogni persona può ritrovare la sua prospettiva di costruttiva fiducia e di democrazia. Pur nella coscienza di dover superare un ostacolo imponente, “quello delle istituzioni ancora dominanti, bruscamente invecchiate come i dinosauri di un tempo”. Perché la politica ben difficilmente sa riformare se stessa.

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Michel Serres, “Tempo di crisi”, ed. Bollati Boringheri, pagg. 90, € 10

Pubblicato sul Sole 24 Ore del 2 settembre