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Nella “Caritas in veritate” c’è l’economia civile

Ecocivile

Nella "Caritas in veritate", l’enciclica che il Papa ha dedicato alla dottrina sociale, vi sono significate novità nell’analisi e nei giudizi della Chiesa. Nel mezzo della maggiore crisi economica dopo il ’29, una crisi che ha peraltro provocato un lungo supplemento di riflessione prima della pubblicazione del testo all’inizio di luglio, non ci si poteva che attendere una parola che non fosse solo di doverosa e scontata riaffermazione della centralità del messaggio cristiano, ma anche di risposta profetica alle esigenze del mondo contemporaneo.

In questa prospettiva l’enciclica si può leggere come una ambizione di fondo: quella di riportare al centro l’identità e il valore della persona, per intraprendere un cammino di riconciliazione di elementi che la storia e i comportamenti hanno diviso. Riconciliazione, per esempio, tra democrazia e mercato per ristabilire un sistema di regole fondato sul primato della politica come espressione di una vera volontà popolare. Riconciliazione tra il profitto e la gratuità perché «sia il mercato che la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco». Riconciliazione tra sviluppo e bene comune perché la crescita non avvenga moltiplicando le disuguaglianze e sacrificando gli equilibri sociali e ambientali.

Non c’è solo un fondamento teologico in questa direzione; c’è anche un percorso di analisi economica in cui si possono chiaramente vedere le radici di quella che è stata chiamata "economia civile" alla cui definizione ha dato un contributo decisivo una scuola italiana che ha unito cattolici e laici, da Antonio Genovesi a Luigi Einaudi.

Frutto di significativa tempestività è allora la pubblicazione curata da Luigino Bruni e Stefano Zamagni di un "Dizionario di economia civile" realizzato con la collaborazione di un vasto panel di economisti. Un dizionario che sembra quasi costituire una guida alla lettura e all’interpretazione di un testo complesso come quello dell’enciclica. Da "accountability" a "Gino Zappa" (un maestro nel campo dell'economia aziendale) vengono così passati in rassegna i concetti e i protagonisti, le idee e le parole chiave di una prospettiva in cui l’analisi si affianca al richiamo e alla proposta.

Come scrivono Bruni e Zamagni: "L’economia civile propone un umanesimo a più dimensioni nel quale il mercato non è combattuto o controllato, ma è visto come un luogo al pari degli altri, come un momento della sfera pubblica che se, concepito e vissuto come luogo aperto ai principi di reciprocità e di gratuità, può costruire la città".

Il passo che viene sollecitato è quindi ancora una volta quello di riconciliare le dimensioni della persona ritrovando accanto alla ricerca dell’utilità anche i valori che nascono dalle relazioni con gli altri basate sulla fraternità: amicizia e rapporti di mercato non possono restare divisi. La sfida è quella di non considerare il volontariato, il non profit, il terzo settore, come elementi complementari e separati, ma come realtà capaci di contaminare positivamente, con la forza del dono, tutto l’operare economico.

"Dizionario di Economia civile", a cura di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, pagg. 830, € 65

Pubblicato il 1° ottobre sul Sole 24 Ore