L’economia secondo Marx (vescovo)

Marx Il 29 giugno, se le indiscrezioni saranno confermate, sarà pubblicata una nuova enciclica del Papa dedicata alle questioni sociali. Dovrebbe chiamarsi Caritas in veritate e dovrebbe riguardare soprattutto l’atteggiamento dei cristiani di fronte ai temi della globalizzazione e dello sviluppo. Il testo è pronto da tempo, ma il profondo cambiamento nello scenario economico mondiale ha reso indispensabili aggiornamenti e revisioni.

Un posto di prima fila lo avrà certamente la dimensione della giustizia e quindi della necessità d’impegnarsi per un’equa divisione delle ricchezze nel mondo, così come i richiami alla solidarietà e a un impegno sociale guidato dai valori di una sincera umanità. Nel cammino della dottrina sociale della Chiesa resterà comunque come un dato acquisito il primato della libertà della persona, libertà che trova nel mercato la sua espressione economica e nella democrazia la sua espressione politica.

In vista dell’enciclica è significativo, oltre che frutto di una bizzarria della storia, il fatto che una delle più accurate e appassionate analisi del pensiero sociale della Chiesa venga dall’attuale arcivescovo di Monaco di Baviera che si chiama Marx, anche se di nome Reinhard e non Karl.

Ma approfittando dell’omonimia e spingendosi fino a titolare Il capitale il suo libro, monsignor Marx compie anche qualche passo per rivalutare le buone intenzioni di giustizia sociale nell’opera del filosofo di Treviri. Chiudendo un occhio sul fatto che Karl fosse violentemente anti-cristiano: «Credo che, dopo la morte, abbia dovuto ammettere di essersi sbagliato affermando che Dio non esiste». Il cuore del libro sta nella critica serrata all’egoismo e alla bramosia di guadagno che spesso animano il sistema finanziario, ma insieme c’è anche una profonda fiducia negli uomini e nella loro libertà, come consumatori, imprenditori, cittadini e politici. Ognuno nel proprio ruolo e con un forte senso di responsabilità. «La dottrina sociale cristiana – sostiene monsignor Marx – nutre tradizionalmente una sana sfiducia nei confronti dello Stato quando vuole decidere tutto lui», ma senza dimenticare che una funzione essenziale del potere pubblico è quella di essere garante della libertà, compresa quella di mercato.

È in fondo quel principio di sussidiarietà che la dottrina sociale della Chiesa da più di cent’anni cerca di proporre come modello di relazioni politiche. Un modello ancor più valido ora dopo il crollo della finanza speculativa e la crescita delle disuguaglianze sociali.

Con l’obiettivo di far diventare globale quell’"economia sociale di mercato" che può costituire una strada per salvaguardare i tratti essenziali del sistema "capitalistico", temperandone gli eccessi e limitando la portata delle disuguaglianze attraverso un intervento non solo regolatore, ma anche riequilibratore dello Stato. Evitando di scivolare verso le tentazioni di un marxismo che nella storia ha creato molti più problemi e ingiustizie di quanti ne voleva risolvere. «Che Marx – conclude l’arcivescovo di Monaco – possa davvero riposare in pace».

Reinhard Marx, Il capitale, Ed. Rizzoli, pagg. 324, € 19,50

Pubblicato sul Sole 24 Ore del 28 maggio 2009

  • alessandro farulli |

    Buongiorno dott. Fabi, sono alessandro farulli redattore di grenreport.it (quotidiano on line per un’economia ecologica): ho letto con molto interesse il suo articolo apparso oggi sul Sole24Ore (L’utopia di una politica ecologica) e volevo sapere se fosse disponbile per un’intervista (anche via mail).
    la ringrazio anticipatamente
    a.farulli@greenreport.it

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