Un diario di viaggio di 555 passi. Si inizia con Abatini e si finisce con Zitte. Abatini ricordando la famosa definizione che Gianni Brera diede di Gianni Rivera, ma risalendo in poche righe nella storia fino al De bello gallico in cui Giulio Cesare parlava del disprezzo dei Galli verso i romani che avevano una statura molto più bassa. Zitte citando una poesia milanese di Carlo Porta dove si raccontava, non senza notazioni un po’ volgari, il dialogo tra due giovinette alla scoperta del sesso.
L’inizio e la fine di un viaggio di un “lettore compulsivo” come si autodefinisce Lodovico Festa che dopo quasi otto decenni passati tra libri (e giornali) ha deciso di mettere in fila 555 citazioni che spaziano a 360 gradi nella letteratura di ogni tempo e di ogni luogo. Festa è stato prima militante di sinistra, poi giornalista tra i fondatori de “Il Foglio” e con un breve passaggio come editorialista anche al Sole 24 Ore.
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Il motivo o la giustificazione di questo libro la si trova subito nel titolo: “Non sapendo fare a maglia” (Ed. Liberilibri, pagg 300, € 18). Festa ha trovato nei libri un passatempo che si è rivelato sempre più appagante e che lo ha portato all’abitudine di annotare i passi e i giudizi più interessanti. Tante note a margine che sono tutt’altro che un’annotazione da enciclopedia, ma che portano ad attraversare la storia con legami e collegamenti che arricchiscono ogni frase. Ogni citazione è infatti accompagnata non da un semplice commento, ma da un’analisi sempre nuova, lungo sentieri altrettanto ricchi di ricordi e di saggezza, quanto di altrettanti consigli di lettura per libri sconosciuti al lettore “scolastico” o quanto meno attirato da altri lidi.
Scordiamoci i tanti libri di citazioni ed aforismi, così come i siti online che raccolgono le frasi di uomini più o meno famosi ad uso di scrittori improvvisati. Il diario letterario di Festa è un viaggio pieno di incroci a sorpresa, di incontri imprevisti, di collegamenti tra la storia e la fantasia, ma soprattutto è segnato dalla ricerca leggera dell’essenzialità.
Il rigoroso ordine alfabetico con cui sono elencate i 555 frammenti della letteratura mondiale è palesemente una provocazione. Non c’è nulla di ordinato: si passa dai greci dell’antichità ai treni delle Ferrovie nord raccontati da Giovanni Testori, ci si sofferma davanti ai grandi classici della letteratura, con in prima fila ovviamente Dante e Shakespeare, per poi ricordare un giudizio di Francesco Cossiga. Tutte, ma proprio tutte le tessere di questo mosaico sono un’occasione per guardare oltre. Significativo il ricordo di una poesia di Raffaele Carrieri (“Il silenzio non mi salva”): “Cito questa poesia in omaggio a Cesare Cavalleri a cui non mancava il talento per scoprire talenti come Carrieri”.
Un libro quindi che si può leggere giorno per giorno, un passo alla volta. Ma tenendo presente che ogni passo stimola a guardare al di là dell’orizzonte per scoprire che cosa si nasconde nella nota successiva. E così via in questo diario di viaggio di 555 passi.