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In ricordo di Mario Unnia

Sociologo, politologo, economista d’impresa, scrittore, intellettuale curioso, vivace e provocatore. Ci sarebbero tanti modi per ricordare Mario Unnia, nato a Cuneo il primo gennaio del 1932, laureato in scienze politiche a Torino con Norberto Bobbio e scomparso ieri a Milano. Tante sono state le sue attività e le sue realizzazioni. Dall’insegnamento alla ricerca, dai libri storici ai racconti, dalle analisi sociali a quelle più strettamente politiche. Ma l’esperienza a cui teneva di più era sicuramente quella della formazione aziendale, un ruolo che soprattutto negli anni ’70 e ’80 lo ha visto in primo piano nelle grandi imprese e in molti progetti particolari. In quegli anni fondò “Prospecta, ricerche sociopolitiche e studi predittivi” , poi le riviste “Etica degli affari e delle professioni” e “Federalismo e società”.


Il suo approccio alla realtà, sempre incisivo e provocatorio, si muoveva lungo due punti di fondo: la dimensione della persona da una parte nella sua capacità di relazione e quindi di organizzazione e l’importanza del contesto esterno dall’altra nelle molteplici relazioni con l’impresa, sempre considerata un soggetto capace di muoversi, di interagire, di diventare essa stessa protagonista. Con un approccio rigoroso, ma sempre accompagnato da quell’ironia che è capace di dare la giusta dimensione alle cose.
Tra i libri scritti da Mario Unnia non si può dimenticare «Ben detto! Duemila citazioni d’autore per trovare sempre le parole giuste al momento giusto», scritto con Gianfilippo Cuneo ed edito dal Sole 24 Ore, a cui Unnia collaborò a lungo, all’inizio degli anni ’90. Non solo citazioni, ma quasi un percorso per dare un significato e soprattutto un’efficacia a chi deve tenere una conferenza, una conversazione o scrivere un articolo. E infatti per ogni citazione si indica un «valore d’uso» («multiuso», «uso mirato», «uso prudente», «da tenere per sè») nello spirito originario della formazione.
Negli ultimi anni si era dedicato più alla riflessione attraverso storie spesso surreali e fantastiche. Come “La lucida agonia del commodoro di Sua Maestà britannica” oppure “Coffe break, trenta racconti per una pausa”. Fino all’ultimo libro: “L’arte della predizione” in cui si passano in rassegna tutti i sistemi di prevedere il futuro che ci hanno con segnato la storia così come le credenze popolari. Un modo per sottolineare la necessità di riaffermare un dominio della ragione messo in crisi da una politica dove prevalgono gli slogan sulle analisi e da un’economia che non riesce a tener conto di tutte le variabili che spingono l’azione umana.
(Pubblicato sul Sole 24 Ore il 26 gennaio 2016)

  • venusta pacces |

    Bello nella sua scarna semplicità il ricordo di Mario Unnia, il primo apparso in rete a firma di Gianfranco Fabi. Difficile dimenticare una persona come Unnia, che conobbi gà decenni fa quando collaborò a L’Impresa di F.M. Ferrer Pacces,chiamato dall’intelligenza lungimirante di Giancarlo Ravazzi.

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